All’Ospedale Di Venere parte la terapia fotodinamica per la macula: meno viaggi fuori regione e più tutela della vista
24/02/2026
Un’infusione endovenosa seguita da un laser mirato per “asciugare” la macula e preservare la funzione visiva: all’UOC di Oculistica dell’Ospedale Di Venere di Bari è attiva la terapia fotodinamica (PDT), metodica specialistica considerata trattamento di riferimento per la corioretinopatia sierosa centrale cronica e per gravi patologie vascolari corioretiniche. L’introduzione della procedura segna un passo avanti nell’offerta oculistica pubblica sul territorio, con l’obiettivo di ridurre la migrazione sanitaria fuori regione.
La corioretinopatia sierosa centrale è una maculopatia caratterizzata dall’accumulo di liquido sotto la retina: la macula diventa “umida”, perde funzionalità e, nelle forme croniche, può andare incontro a danni irreversibili con significativa riduzione della capacità visiva. La patologia colpisce soprattutto soggetti tra i 25 e i 55 anni, con netta prevalenza maschile (80-90% dei casi). Tra i principali fattori di rischio figurano stress cronico e assunzione di cortisonici. Se non trattata adeguatamente, può compromettere attività quotidiane come lettura, guida e lavoro al computer.
Come funziona la terapia fotodinamica
La PDT è una procedura mini-invasiva articolata in due fasi. In primo luogo viene somministrata per via endovenosa una sostanza fotosensibilizzante, che si concentra selettivamente nei vasi anomali responsabili della fuoriuscita di liquido. Successivamente, un laser mirato e a bassa intensità viene applicato sulla macula: l’attivazione della sostanza consente di chiudere i vasi patologici, favorendo il riassorbimento del liquido sottoretinico.
Il risultato atteso è il “prosciugamento” della macula e il ripristino della normale anatomia retinica, con miglioramento o stabilizzazione della funzione visiva. Numerosi studi clinici documentano esiti significativi in termini di recupero e stabilità, con una bassa percentuale di recidive. Nelle forme croniche, la PDT è oggi considerata il gold standard terapeutico.
Un’opportunità per i pazienti pugliesi
L’Oculistica del Di Venere è diretta dal dottor Antonio Acquaviva; l’introduzione della metodica è stata curata dal dottor Claudio Furino, che vanta un’esperienza di oltre 300 trattamenti per corioretinopatia sierosa centrale cronica. «Offrire ai pazienti una metodica di comprovata efficacia direttamente in una struttura pubblica – ha dichiarato Acquaviva – significa garantire cure di alto livello, ridurre i tempi di attesa ed evitare viaggi fuori regione».
In Puglia la PDT è disponibile in pochissimi centri e, nella provincia di Bari, non risulta attualmente eseguita in altre strutture pubbliche o private. Fino ad oggi molti pazienti erano costretti a spostarsi, soprattutto in Liguria e Lombardia, per accedere al trattamento. «Si tratta di una procedura sicura e mirata – ha sottolineato Furino – che permette di intervenire selettivamente sui vasi responsabili dell’accumulo di liquido, con l’obiettivo non solo di migliorare la visione, ma soprattutto di stabilizzarla nel tempo».
L’attivazione della terapia assume anche un rilievo sociale: trattandosi per lo più di persone in piena età lavorativa, preservare la vista significa tutelare autonomia, attività professionale e qualità della vita.