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Bari, eseguite misure cautelari in due distinti episodi: coinvolti Polizia di Stato e Carabinieri

06/04/2026

Bari, eseguite misure cautelari in due distinti episodi: coinvolti Polizia di Stato e Carabinieri

Due vicende diverse, maturate in contesti lontani tra loro ma accomunate dalla presenza di uno degli indagati, hanno portato nella mattinata odierna all’esecuzione di un provvedimento restrittivo della libertà personale disposto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica. L’operazione è stata condotta congiuntamente dalla Polizia di Stato e dall’Arma dei Carabinieri, che hanno dato attuazione a misure cautelari differenti nei confronti di tre persone.

Il provvedimento riguarda un uomo di 36 anni, destinatario della misura degli arresti domiciliari, indagato per violenza privata aggravata, lesioni personali e violenza o minaccia a pubblico ufficiale, oltre a due altri soggetti, di 29 e 23 anni, indagati in concorso per violenza o minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali. Come precisato dagli investigatori, si tratta di contestazioni formulate nella fase delle indagini preliminari, che dovranno essere sottoposte al vaglio processuale nel contraddittorio con le difese, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

I fatti allo stadio San Nicola e l’aggressione durante Bari-Pisa

Il primo episodio richiamato nell’ordinanza risale al 4 maggio 2025, in occasione della partita di calcio Bari-Pisa disputata allo stadio San Nicola. In quel contesto, secondo la ricostruzione investigativa, la tifoseria organizzata barese avrebbe dato vita a una contestazione nei confronti della presidenza della società, ritenuta responsabile dei risultati sportivi deludenti maturati fino a quel momento. Dopo un iniziale ingresso nel settore della curva nord superiore senza bandiere né vessilli, gran parte degli ultras avrebbe abbandonato in modo coordinato l’impianto mezz’ora dopo l’inizio dell’incontro, radunandosi all’esterno.

È proprio durante questa fase che, sempre secondo quanto accertato dagli investigatori della Digos, si sarebbe verificata una violenta aggressione nel settore superiore dello stadio. L’uomo oggi posto agli arresti domiciliari avrebbe affrontato un tifoso contrario all’abbandono della curva, afferrandolo per il collo e colpendolo. L’azione, stando alla ricostruzione, sarebbe proseguita anche nei confronti dei due figli della persona aggredita, intervenuti nella vicenda e rimasti a loro volta feriti.

Gli elementi raccolti, anche attraverso le immagini realizzate dalla Polizia Scientifica e dal sistema di videosorveglianza dello stadio, avrebbero consentito di delineare una dinamica nella quale l’indagato avrebbe cercato di imporre con la forza l’uscita dal settore agli altri tifosi. Il rifiuto opposto dalle persone coinvolte avrebbe innescato l’aggressione. In relazione a quei fatti, l’uomo sarebbe già stato destinatario, subito dopo l’episodio, di un D.A.S.P.O. della durata di otto anni emesso dal Questore di Bari.

La seconda vicenda e le accuse per minacce e violenza durante un sopralluogo

Il secondo filone dell’indagine riguarda fatti avvenuti nel novembre 2024 e vede nuovamente coinvolto il medesimo soggetto, questa volta insieme ad altre due persone. In questo caso gli accertamenti sono stati svolti dai militari della Compagnia Carabinieri di Bari Principale e si riferiscono a un episodio avvenuto durante un sopralluogo effettuato da un impiegato di una ditta edile incaricata da Arca Puglia di verificare le condizioni di un immobile ammalorato.

Secondo quanto contestato, i tre indagati avrebbero usato violenza nei confronti del dipendente della ditta, pretendendo che i lavori di ripristino venissero eseguiti immediatamente, senza attendere i tempi previsti dalle procedure amministrative. Per questa vicenda, il Gip del Tribunale di Bari avrebbe disposto la misura degli arresti domiciliari per due degli indagati, mentre per il terzo sarebbe stato prescritto l’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia giudiziaria.

L’ordinanza relativa a questo secondo episodio è stata eseguita dai Carabinieri contestualmente a quella attuata dalla Polizia di Stato, in una mattinata che ha visto un’azione coordinata delle forze dell’ordine su due vicende distinte ma convergenti sotto il profilo investigativo.

Resta fermo che l’intero procedimento si trova ancora nella fase preliminare e che ogni responsabilità dovrà essere accertata soltanto in sede processuale. La comunicazione dei fatti si colloca dunque nell’ambito del diritto di cronaca, con la necessaria precisazione che gli indagati devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.