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Bari, individuato il presunto autore dell’atto intimidatorio contro i Testimoni di Geova

12/03/2026

Bari, individuato il presunto autore dell’atto intimidatorio contro i Testimoni di Geova

La Polizia di Stato di Bari ha individuato il presunto responsabile dell’atto intimidatorio avvenuto lo scorso 1° marzo presso la Sala del Regno dei Testimoni di Geova nel quartiere Carrassi.

Si tratta di un 39enne barese, accusato di fabbricazione o detenzione di materie esplodenti, fabbricazione e porto di ordigno incendiario e turbamento di funzioni religiose.

Su richiesta della Procura della Repubblica, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’arresto in carcere.

L’episodio durante una funzione religiosa

L’episodio si è verificato nel pomeriggio del 1° marzo, mentre nella sala si stava svolgendo una funzione religiosa alla quale partecipavano oltre 70 fedeli, tra cui diversi bambini.

Un uomo, descritto dai presenti come italiano di circa 40 anni e con occhiali da vista, aveva chiesto di poter assistere alla cerimonia.

Dopo essere stato autorizzato a entrare, si era seduto nella parte posteriore della sala, posando sul pavimento una busta di colore celeste.

L’allarme e l’intervento delle forze dell’ordine

Poco dopo, i presenti hanno avvertito un forte odore di benzina provenire dalla busta, circostanza che ha generato immediatamente allarme tra i fedeli.

È stato quindi contattato il numero di emergenza 112, richiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

L’uomo, accortosi di essere stato scoperto, ha abbandonato la busta e si è allontanato rapidamente dal luogo di culto.

L’ordigno incendiario rudimentale

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Digos, delle Volanti e gli artificieri della Questura di Bari.

All’interno della busta è stato trovato un ordigno incendiario rudimentale, immediatamente reso inoffensivo dagli artificieri.

Le indagini della Digos

Le indagini condotte dalla Digos hanno permesso di ricostruire i movimenti del sospettato anche attraverso l’analisi delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe raggiunto il luogo di culto a bordo di una bicicletta a noleggio di un servizio di bike sharing, portando con sé una busta contenente una tanica di plastica riempita poco prima di benzina presso una stazione di servizio vicina.

Alla tanica era collegato un dispositivo rudimentale di accensione, che fungeva da innesco.

Procedimento nelle fasi preliminari

Le autorità sottolineano che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari.

La responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nel corso del processo, nel pieno contraddittorio tra accusa e difesa, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.