Bari ricorda Giovanni Palatucci: cerimonia nel Giardino Isabella D’Aragona
12/02/2026
Bari rende omaggio alla memoria di Giovanni Palatucci con una cerimonia commemorativa organizzata nel giorno dell’anniversario della sua morte. Questa mattina, alle ore 9.30, presso il Giardino Storico Isabella D’Aragona, è prevista la deposizione di un cuscino di fiori accanto alla targa dedicata all’ultimo Questore di Fiume, alla presenza del Prefetto, del Questore e del Sindaco del Comune di Bari.
L’iniziativa intende rinnovare il ricordo di una figura che, nel contesto drammatico della Seconda guerra mondiale e delle persecuzioni razziali, scelse di agire mettendo a rischio la propria vita per salvare quella di altri.
La vita e il servizio nella Polizia di Stato
Nato a Montella, in provincia di Avellino, nel 1909, Palatucci si laureò in giurisprudenza presso l’Università di Torino. Nel 1936 entrò nella Pubblica Sicurezza come volontario Vice Commissario. L’anno successivo fu assegnato alla Questura di Fiume, dove ricoprì l’incarico di responsabile dell’Ufficio Stranieri e, successivamente, quello di Commissario e Questore reggente.
In un contesto segnato dall’applicazione delle leggi razziali e dall’avanzare della macchina persecutoria nazista, Palatucci operò per sottrarre migliaia di ebrei alla deportazione. Secondo le ricostruzioni storiche, riuscì a favorire la salvezza di oltre 5.000 persone, contribuendo in modo determinante a evitare la loro consegna ai campi di sterminio.
Arresto, deportazione e riconoscimenti
Il 13 settembre 1944 fu arrestato dalla Gestapo. Condannato a morte, venne deportato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì il 10 febbraio 1945, a soli 36 anni.
Nel tempo, la sua figura è stata oggetto di riconoscimenti ufficiali e commemorazioni. Palatucci è stato insignito della Medaglia d’oro al Merito Civile ed è stato riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni” per il ruolo svolto nel salvataggio degli ebrei perseguitati.
La cerimonia barese si inserisce nel solco di una memoria istituzionale che richiama non soltanto la vicenda personale di un funzionario di Polizia, ma anche il valore di scelte compiute in circostanze estreme. Il ricordo di Giovanni Palatucci continua a essere associato a coraggio, senso del dovere e responsabilità morale, qualità che hanno lasciato un segno profondo nella storia della Polizia di Stato e nella memoria civile del Paese.