Bitonto, arrestato ricercato durante la Pasquetta nell’agro cittadino
08/04/2026
È stato rintracciato e arrestato durante i festeggiamenti di Pasquetta un trentasettenne bitontino, già noto alle forze dell’ordine, che da mesi si era sottratto all’esecuzione della misura cui era sottoposto. L’operazione è stata condotta dalla Polizia di Stato nella serata di lunedì, al termine di un servizio di polizia giudiziaria mirato che ha permesso di localizzare l’uomo in una villetta nell’agro di Bitonto.
Nei suoi confronti era stato emesso un provvedimento del Magistrato di Sorveglianza di Bari, con il quale veniva disposto il passaggio da una misura alternativa, quella della detenzione domiciliare, a una forma più severa di esecuzione della pena, ossia la detenzione in carcere. L’uomo doveva infatti scontare un residuo di pena pari a un anno e, secondo quanto ricostruito, risultava di fatto irreperibile dall’agosto 2025, dopo essersi allontanato dalla propria abitazione e aver fatto perdere le proprie tracce.
Il monitoraggio e il blitz nell’agro bitontino
L’individuazione del ricercato è stata possibile grazie a un’attività investigativa sviluppata nel tempo, concentrata in particolare sul controllo degli spostamenti dei familiari più stretti. Proprio questo lavoro di osservazione ha consentito agli agenti di orientare l’attenzione verso una villetta situata nell’agro bitontino, ritenuta compatibile con i movimenti rilevati nei giorni precedenti.
Nel giorno di Pasquetta, approfittando anche del contesto festivo e del possibile abbassamento della soglia di attenzione del fuggitivo, i poliziotti hanno predisposto un accurato servizio di osservazione e cinturazione dell’area. Il dispositivo ha permesso di intervenire nel momento ritenuto più favorevole, bloccando il trentasettenne senza che vi fossero tentativi di fuga o particolari criticità operative.
L’uomo, una volta fermato, non avrebbe opposto resistenza all’arresto. Un dettaglio che non modifica però il rilievo dell’operazione, maturata dopo mesi di irreperibilità e costruita attraverso un’attività paziente di controllo e verifica sul territorio.
Dai domiciliari al carcere per scontare la pena residua
Il trentasettenne era già sottoposto alla misura della detenzione domiciliare in relazione a una condanna a quattro anni di reclusione, legata a fatti commessi nel 2022 in provincia di Avellino. L’evasione dalla misura, avvenuta nell’estate del 2025, aveva determinato un aggravamento della sua posizione e l’adozione del nuovo provvedimento restrittivo da parte dell’autorità giudiziaria competente.
Dopo le formalità di rito eseguite dagli operatori di polizia, l’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Bari, dove sconterà il residuo di pena ancora dovuto. L’arresto riporta così a esecuzione un provvedimento rimasto sospeso per mesi a causa della sua irreperibilità.
L’episodio conferma ancora una volta quanto il controllo del territorio e l’attività informativa restino determinanti anche nei casi in cui non si tratti di interventi immediati, ma di ricerche che richiedono continuità, conoscenza del contesto e capacità di leggere movimenti e relazioni personali. In questo caso, proprio l’attenzione ai dettagli e la scelta di intervenire in un momento considerato strategico hanno consentito di chiudere una vicenda aperta da tempo, riportando il ricercato davanti alle proprie responsabilità penali.
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