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Bitonto, furto con fiamma ossidrica: il DNA incastra un 32enne, arresto della Polizia di Stato

04/02/2026

Bitonto, furto con fiamma ossidrica: il DNA incastra un 32enne, arresto della Polizia di Stato

Un frammento di guanto dimenticato sul luogo del colpo si è rivelato decisivo. A distanza di mesi, l’analisi genetica ha consentito di ricostruire un quadro indiziario ritenuto solido dagli inquirenti e di arrivare all’arresto di un 32enne di Bitonto, già noto alle forze dell’ordine. La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Bari su richiesta della Procura della Repubblica di Bari, nell’ambito di un’indagine per furto aggravato in abitazione e porto illegale di arma comune da sparo.

Il provvedimento interviene nella fase delle indagini preliminari e sarà oggetto di verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. L’uomo, che al momento dell’esecuzione risultava sottoposto a detenzione domiciliare, è stato trasferito nel carcere di Bari.

Il colpo nell’ottobre 2024 e la cassaforte sventrata

Secondo la ricostruzione investigativa, il furto risalirebbe all’ottobre 2024. In quell’occasione, l’autore avrebbe fatto irruzione in un’abitazione utilizzando una fiamma ossidrica per aprire una cassaforte. Il bottino sarebbe stato ingente: oro, denaro contante e una pistola con relative munizioni, sottratti dopo aver divelto il sistema di sicurezza.

Sul posto, gli operatori hanno rinvenuto un frammento di guanto, elemento apparentemente marginale che ha però assunto un peso centrale nelle successive fasi d’indagine. Il reperto è stato inviato ai laboratori per le analisi genetiche, aprendo una pista tecnica che si sarebbe rivelata determinante.

L’analisi genetica e il profilo già censito

Le analisi di laboratorio hanno permesso di isolare un profilo DNA compatibile con quello del sospettato. Un dato che, per gli investigatori, ha rafforzato l’impianto accusatorio: il profilo risultava infatti già censito nelle banche dati, consentendo un riscontro rapido e mirato.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura ha richiesto la misura cautelare, accolta dal G.I.P. con l’emissione dell’ordinanza eseguita nelle scorse ore. L’uso di strumenti forensi avanzati, in particolare della genetica, conferma l’attenzione investigativa verso reati predatori caratterizzati da modalità operative complesse e dall’impiego di attrezzature professionali.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: la posizione dell’indagato sarà valutata nel prosieguo del procedimento e l’eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata in sede di giudizio, nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.