Bitonto, insegnante sospesa per presunti maltrattamenti in una scuola dell’infanzia
03/03/2026
Un’insegnante di 65 anni, in servizio presso una scuola dell’infanzia di Bitonto, è stata sospesa dall’esercizio del pubblico ufficio per sei mesi su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Polizia di Stato.
La misura cautelare interdittiva si colloca nella fase delle indagini preliminari e dovrà essere sottoposta alla successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. La posizione dell’indagata sarà dunque valutata nel corso del procedimento, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
L’indagine avviata dopo le denunce dei genitori
L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Bitonto ed è partita nel novembre 2025, in seguito alle denunce presentate dai genitori di alcuni alunni. Le segnalazioni riguardavano presunti comportamenti inappropriati nei confronti dei bambini affidati alla docente per ragioni di educazione, istruzione e vigilanza.
Gli accertamenti, protrattisi per circa un mese e mezzo, hanno incluso anche attività tecniche di natura audio-video all’interno dell’istituto scolastico, autorizzate nell’ambito dell’indagine. Secondo quanto emerso nella fase investigativa, sarebbero stati raccolti elementi ritenuti utili a documentare condotte considerate vessatorie e reiterate.
Le contestazioni e le garanzie procedurali
Allo stato delle indagini, le condotte contestate consisterebbero in schiaffi, strattonamenti e punizioni ritenute non adeguate al contesto educativo della scuola dell’infanzia. Sulla base di questi elementi, il G.I.P. ha ritenuto sussistenti i presupposti per applicare la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per la durata di sei mesi.
È necessario ribadire che il procedimento si trova ancora nella fase preliminare. L’eventuale responsabilità penale dell’insegnante dovrà essere accertata nel corso del processo, attraverso il confronto tra accusa e difesa davanti al giudice. La misura adottata ha carattere cautelare e non costituisce una pronuncia definitiva sulla colpevolezza.
L’intervento si inserisce nel quadro delle attività di tutela dei minori in ambito scolastico, ambito nel quale l’autorità giudiziaria e le forze dell’ordine sono chiamate a intervenire con particolare attenzione, bilanciando esigenze di protezione e garanzie processuali.
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