Giornata della Memoria, bandiere a mezz’asta al Palazzo di Presidenza della Regione Puglia
27/01/2026
In occasione della Giornata della Memoria, celebrata oggi martedì 27 gennaio, le bandiere del Palazzo di Presidenza della Regione Puglia sono state esposte a mezz’asta, in ottemperanza alla disposizione della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un gesto istituzionale che richiama il dovere pubblico del ricordo e della riflessione sulle tragedie del Novecento.
Le parole del presidente Decaro: “La memoria come resistenza civile”
Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha sottolineato il valore della memoria come presidio quotidiano contro l’odio e l’indifferenza. “La memoria è una forma di resistenza contro ogni rigurgito di violenza, odio, indifferenza”, ha dichiarato, ricordando come il suo esercizio non possa limitarsi a una ricorrenza simbolica ma debba tradursi in scelte e comportamenti di ogni giorno.
Secondo Decaro, il ricordo degli orrori del passato costituisce un vero e proprio argine culturale e politico, capace di aiutare le società a riconoscere e contrastare il ritorno di dinamiche che hanno segnato le stagioni più buie della storia. Un insegnamento che, nelle intenzioni del presidente, dovrebbe continuare a ispirare pensieri e azioni collettive.
Miglietta: “Ricordare per difendere pace, democrazia e solidarietà”
Sul significato attuale della Giornata della Memoria è intervenuta anche l’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta. Miglietta ha richiamato il contesto storico presente, segnato da paure diffuse e dal riemergere di atteggiamenti di sopruso che, in alcuni casi, coinvolgono interi popoli.
In questo scenario, ha evidenziato, ricordare diventa ancora più necessario per tenere saldi i valori di pace, democrazia e solidarietà fra i popoli, principi sui quali si è costruita l’Europa all’indomani della Seconda guerra mondiale e dopo la barbarie nazifascista. L’assessora ha ricordato come lo sterminio abbia colpito milioni di persone – ebrei, rom, sinti e omosessuali – e come la memoria, pur non essendo sempre riuscita a prevenire nuove ingiustizie, resti uno strumento imprescindibile.
Il richiamo finale è alla responsabilità collettiva: non rinunciare al ricordo e non lasciare spazio, oggi come ieri, a vecchie e nuove forme di antisemitismo.