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Obesità e tumore del fegato: una guida internazionale per modelli preclinici più affidabili

27/01/2026

Obesità e tumore del fegato: una guida internazionale per modelli preclinici più affidabili

Obesità e disfunzione metabolica stanno ridisegnando l’epidemiologia delle malattie epatiche e del tumore del fegato, imponendo alla ricerca biomedica un salto di qualità nella capacità di prevedere l’efficacia delle terapie. In questo scenario si colloca la review pubblicata su Nature Reviews Gastroenterology & Hepatology, coordinata dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, che propone un consenso scientifico internazionale per rendere i modelli preclinici più predittivi nello studio della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) e del carcinoma epatocellulare correlato (MASH-HCC).

Il lavoro nasce dall’attività del “Laboratorio del Metabolismo Lipidico, della MASLD e dell’epatocarcinoma” dell’ateneo barese, diretto dal Michele Vacca, impegnato da anni nell’analisi dei meccanismi metabolici che legano obesità, infiammazione e progressione tumorale. Il punto di partenza è una constatazione condivisa: nonostante l’accelerazione delle conoscenze di base, la traslazione clinica resta limitata, soprattutto quando obesità e disfunzione metabolica interferiscono con la risposta alle terapie.

Perché i modelli attuali non bastano

La review evidenzia come molti modelli preclinici tradizionali non riescano a riprodurre la complessità della malattia umana. Il tumore del fegato associato a MASLD si sviluppa su un terreno metabolico alterato che condiziona immunità, fibrosi e risposta farmacologica. Senza modelli capaci di integrare queste dimensioni, il rischio è testare farmaci in condizioni poco rappresentative, con un inevitabile calo delle probabilità di successo nelle fasi cliniche.

Da qui la proposta di una guida condivisa per scegliere, migliorare e validare modelli più informativi: non un elenco prescrittivo, ma un quadro operativo che aiuti i gruppi di ricerca a costruire percorsi sperimentali coerenti con le domande cliniche.

Collaborazione internazionale e innovazione responsabile

Il consenso è il risultato di una collaborazione ampia che coinvolge istituzioni di primo piano nel Regno Unito e in Germania, a testimonianza di un’esigenza avvertita a livello globale. Accanto al rigore metodologico, la review pone al centro l’innovazione responsabile, richiamando il principio delle 3Rs (Replacement, Reduction, Refinement). Gli autori propongono un uso integrato dei modelli: sistemi animali, quando necessari, affiancati da modelli avanzati in vitro come organoidi e colture tridimensionali, per ridurre il numero di animali e aumentare il contenuto informativo degli esperimenti.

L’approccio non è sostitutivo, ma complementare: valorizzare i punti di forza di ciascun modello, riconoscerne i limiti e combinarli in modo razionale. Una strategia che punta a rendere la ricerca più efficiente e realmente utile per la pratica clinica.

Un percorso quinquennale verso la traslazione

Il lavoro si inserisce in un piano di ricerca quinquennale sostenuto da fondi AIRC e PNRR, orientato a rafforzare la qualità dei modelli preclinici e la loro capacità predittiva. Le basi concettuali erano state poste da una pubblicazione chiave del 2024 su Nature Metabolism; la review attuale ne rappresenta l’evoluzione sistematica, con l’obiettivo di consolidare un linguaggio comune e criteri condivisi.

In un contesto in cui obesità e malattie metaboliche incidono sempre più sull’esito delle terapie oncologiche, la proposta di una guida internazionale sui modelli preclinici segna un passaggio rilevante: spostare il baricentro della ricerca verso strumenti che riflettano meglio la realtà clinica, aumentando le chance di trasformare le scoperte di laboratorio in cure efficaci.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.