Bitonto, seconda effrazione al PTA: ladro scoperto e bloccato nei locali dell’ADI
11/02/2026
Un nuovo tentativo di furto notturno ai danni della sanità pubblica è stato sventato nel PTA di Bitonto, dove un uomo è stato sorpreso e bloccato dalle guardie giurate mentre si trovava all’interno dei locali dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). L’episodio, avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 febbraio, arriva a pochi giorni di distanza da un primo furto già consumato nello stesso edificio, segnale di una situazione che aveva spinto l’ASL Bari a rafforzare immediatamente i controlli.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe introdotto nella struttura dopo aver danneggiato una porta-finestra, la stessa che era stata riparata in seguito al furto precedente. L’intenzione sarebbe stata quella di sottrarre nuovamente tablet utilizzati per l’attività sanitaria, strumenti fondamentali per il lavoro degli operatori sul territorio, e forse anche le auto di servizio impiegate per l’assistenza domiciliare.
Vigilanza rafforzata dopo il primo furto: l’intervento alle 3.35
Dopo l’effrazione avvenuta tra sabato e domenica scorsi, l’ASL Bari aveva presentato denuncia e, temendo un ritorno dei ladri, aveva deciso di aumentare il livello di sorveglianza dell’intera struttura. Una scelta che si è rivelata decisiva: alle 3.35 della notte appena trascorsa, le guardie giurate hanno intercettato l’uomo all’interno dell’area ADI, riuscendo a bloccarlo e a impedirgli la fuga.
L’intervento ha consentito l’arrivo rapido delle Forze dell’Ordine, alle quali il soggetto è stato consegnato per gli accertamenti e le conseguenze previste dalla legge.
Il direttore generale Fruscio: “Rubare alla sanità significa colpire tutta la comunità”
Sull’accaduto è intervenuto il direttore generale dell’ASL Bari, Luigi Fruscio, che ha definito l’autore dell’effrazione un “ladro di salute”, sottolineando la gravità di chi sottrae strumenti destinati a garantire servizi essenziali alla collettività.
Fruscio ha ribadito che l’azienda sanitaria continuerà a lavorare e a sorvegliare per proteggere le attività assistenziali, esprimendo fiducia nell’Autorità Giudiziaria affinché sia possibile recuperare quanto rubato e permettere agli operatori di svolgere regolarmente l’assistenza domiciliare rivolta a pazienti cronici, oncologici e anziani.
L’episodio evidenzia ancora una volta quanto i furti nelle strutture sanitarie non siano semplici reati contro il patrimonio, ma azioni che rischiano di compromettere servizi delicati, con ricadute dirette sulle fasce più fragili della popolazione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to