Disagio sociale in lieve aumento a dicembre: il Misery Index Confcommercio sale a 9,6
14/01/2026
La chiusura del 2025 registra un lieve incremento del disagio sociale, misurato dal Misery Index Confcommercio (MIC), che a dicembre sale a quota 9,6, un decimo di punto in più rispetto a novembre. Un movimento contenuto che non altera il quadro di fondo: l’indicatore resta su livelli storicamente bassi, confermando una fase di relativa stabilità per famiglie e lavoratori.
Nel complesso dell’anno, il MIC ha segnato una media pari a 10,0, il valore più basso dall’avvio delle serie storiche. Un dato che sintetizza dodici mesi caratterizzati da un progressivo rientro delle tensioni, soprattutto sul fronte del mercato del lavoro, e da un’inflazione che, pur con oscillazioni mensili, si è mantenuta su livelli gestibili.
Inflazione in risalita sui beni di uso quotidiano
La stima di dicembre riflette innanzitutto un aumento dell’inflazione relativa ai beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto, salita al 2,2% dal 2,0% di novembre. Si tratta delle voci che incidono più direttamente sul bilancio delle famiglie — alimentari, trasporti, servizi ricorrenti — e che, anche con variazioni limitate, hanno un impatto immediato sulla percezione del costo della vita.
Il rialzo resta comunque moderato e coerente con un contesto di inflazione complessiva contenuta. Non emergono segnali di accelerazione generalizzata, ma piuttosto un aggiustamento fisiologico di prezzi che, negli ultimi mesi, avevano mostrato una dinamica particolarmente favorevole.
Disoccupazione estesa stabile sui minimi
Sul versante del lavoro, il quadro rimane sostanzialmente invariato. Il tasso di disoccupazione esteso si è attestato al 6,3%, confermando i livelli già osservati nei mesi precedenti. Un dato che contribuisce a mantenere il Misery Index su valori contenuti e che segnala una tenuta dell’occupazione anche nella fase finale dell’anno.
Secondo le valutazioni dell’Ufficio Studi di Confcommercio, non si intravedono nel breve periodo cambiamenti significativi nelle dinamiche del mercato del lavoro. La disoccupazione dovrebbe restare prossima ai minimi storici, sostenendo il potere d’acquisto e limitando l’impatto sociale di eventuali oscillazioni dei prezzi.
Le prospettive per l’inizio del 2026
Guardando ai prossimi mesi, Confcommercio prevede un’inflazione in linea con i livelli storicamente contenuti registrati di recente. Anche sul fronte occupazionale, le attese sono di continuità, senza scostamenti rilevanti rispetto all’attuale equilibrio.
In questo scenario, l’aumento di dicembre del Misery Index appare come una variazione marginale, più che l’inizio di una tendenza. Il quadro complessivo resta improntato alla stabilità, con un disagio sociale che, pur sensibile alle variazioni dei prezzi di uso quotidiano, si colloca su livelli che non si osservavano da anni.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to