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Erosione costiera, la Puglia avvia i primi interventi strutturali: 16 milioni ai Comuni per difendere il litorale

10/02/2026

Erosione costiera, la Puglia avvia i primi interventi strutturali: 16 milioni ai Comuni per difendere il litorale

La Regione Puglia compie un passo operativo nella difesa del proprio litorale, approvando i primi interventi strutturali contro l’erosione costiera e destinando circa 16 milioni di euro a quattro progetti comunali distribuiti lungo la costa regionale. Una decisione che assume un peso concreto mentre mareggiate sempre più violente e fenomeni meteo estremi rendono evidente la vulnerabilità delle coste italiane e la necessità di risposte che vadano oltre la gestione emergenziale.

Le risorse, pari a 15 milioni e 905 mila euro, derivano dal Programma Regionale Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 e sono state assegnate a interventi giudicati immediatamente cantierabili, coerenti con gli obiettivi europei di adattamento climatico, prevenzione del rischio e rafforzamento della resilienza territoriale. I Comuni beneficiari sono Rodi Garganico e Zapponeta nel Foggiano, Massafra nel Tarantino e Ostuni nel Brindisino.

Una strategia regionale per la costa bassa

Gli interventi riguardano prevalentemente la costa bassa, composta da spiagge sabbiose, litorali di ciottoli e tratti misti, dove l’avanzata del mare provoca un arretramento progressivo della linea di costa, con conseguenze dirette su infrastrutture, accessi al mare, ecosistemi e attività economiche legate al turismo.

La scelta di dedicare una linea specifica della programmazione 2021-2027 all’erosione costiera rientra nell’obiettivo europeo “Un’Europa più verde” e segna una svolta nell’approccio regionale, che riconosce la tutela delle coste come priorità strutturale. Un orientamento rafforzato dai dati ISPRA, secondo cui tra il 2006 e il 2020 la Puglia ha perso 31 chilometri di litorale, collocandosi tra le regioni con il saldo più negativo a livello nazionale.

I progetti nei territori: difesa, ambiente e fruizione sostenibile

A Rodi Garganico, l’intervento interessa l’area a sud del porto turistico, dove correnti e mareggiate alterano l’equilibrio dei sedimenti. Le opere previste mirano a rallentare l’energia del moto ondoso, favorendo l’accumulo naturale della sabbia e la protezione delle infrastrutture viarie e ferroviarie limitrofe.

A Massafra, lungo il tratto compreso tra la foce del Canale Armato e l’area umida retrostante, il progetto combina difesa costiera e recupero ambientale, puntando a ristabilire un rapporto più equilibrato tra mare, spiaggia ed ecosistemi, con soluzioni orientate a una fruizione più rispettosa e sicura.

A Zapponeta, dove l’erosione ha continuato a manifestarsi nonostante le difese esistenti, sono previste barriere sommerse capaci di attenuare la forza delle onde prima dell’impatto sulla riva, favorendo il deposito dei sedimenti e contrastando l’arretramento dell’arenile.

A Ostuni, a nord di Torre San Leonardo, l’intervento si concentra sulla tutela delle spiagge libere e dei cordoni dunali, con opere non visibili dalla riva, utilizzo di vegetazione autoctona e passerelle in legno, così da coniugare protezione costiera e accessibilità controllata.

Le dichiarazioni: prevenzione, programmazione e visione di lungo periodo

L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Raffaele Piemontese sottolinea come il provvedimento rappresenti una risposta basata sulla programmazione, capace di anticipare gli effetti del cambiamento climatico e di proteggere comunità ed economie locali prima che le criticità diventino emergenze.

Sulla stessa linea l’assessora all’Urbanistica e alle Politiche per il mare e la costa Marina Leuzzi, che definisce la tutela del litorale una priorità del mandato regionale, evidenziando la necessità di interventi coordinati e strutturati per evitare danni gravi a territori già esposti a frane e mareggiate.

Accanto ai progetti finanziati, restano interventi valutati ammissibili ma privi di copertura per esaurimento delle risorse, presentati dai Comuni di Ugento, Lecce e Melendugno, per un fabbisogno complessivo di circa 14,5 milioni di euro, con la possibilità di cofinanziamenti o futuri rifinanziamenti regionali.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to