Florovivaismo pugliese sotto pressione: costi in aumento e regole disomogenee mettono a rischio il settore
22/03/2026
Il florovivaismo in Puglia si avvicina alla stagione più intensa dell’anno, quella primaverile, in un quadro che combina potenzialità produttive e criticità sempre più evidenti. Con un valore stimato di circa 180 milioni di euro, pari a una quota rilevante della produzione agricola regionale, il comparto rappresenta una componente significativa dell’economia locale, oggi però esposta a fattori che ne mettono in discussione la tenuta.
A delineare la situazione è Confagricoltura Puglia, che richiama l’attenzione sulle difficoltà operative delle imprese, strette tra l’aumento dei costi, le tensioni sulle forniture e un quadro normativo percepito come poco uniforme.
Energia e materie prime, impatto sui margini
L’aumento dei costi energetici incide in maniera diretta su un settore che fa largo uso di serre e impianti di riscaldamento. I rincari registrati negli ultimi mesi hanno raggiunto livelli significativi, con effetti immediati sulla sostenibilità economica delle aziende.
A questa pressione si aggiungono le difficoltà legate all’approvvigionamento di materie prime, in particolare fertilizzanti e concimi, caratterizzati da prezzi elevati, disponibilità incerta e ritardi nelle consegne. Una combinazione che complica la pianificazione delle attività e riduce la capacità delle imprese di mantenere livelli produttivi costanti.
Normative e competitività, il nodo della Xylella
Sul piano normativo, il settore si confronta con le conseguenze del regolamento europeo che amplia le specie vegetali soggette a controlli per la Xylella fastidiosa. Le imprese segnalano un’applicazione differenziata delle disposizioni tra territori, con costi e procedure non omogenei che rischiano di generare squilibri competitivi.
Secondo Confagricoltura Puglia, la mancanza di uniformità può penalizzare le aziende locali, già colpite negli anni passati dagli effetti delle restrizioni fitosanitarie. La richiesta è quella di chiarire le procedure autorizzative, garantire supporto tecnico e finanziario e assicurare la libera circolazione delle piante all’interno dell’Unione europea.
Un settore diffuso che chiede risposte
Il sistema florovivaistico pugliese conta circa duemila aziende, concentrate soprattutto tra il Barese e il Salento, con poli produttivi riconosciuti come Terlizzi, Leverano e Taviano. Si tratta in gran parte di realtà di piccola e media dimensione, altamente specializzate e radicate nel territorio.
Le organizzazioni di categoria accolgono con interesse l’ipotesi di un tavolo tecnico regionale dedicato al comparto, ritenuto uno strumento utile per affrontare le criticità emerse. L’attenzione si concentra ora sulla necessità di tradurre le aperture istituzionali in interventi concreti, con tempi definiti e misure efficaci.
In gioco c’è la capacità del settore di mantenere competitività e continuità produttiva, preservando un patrimonio economico e identitario che rappresenta una componente riconosciuta dell’agricoltura pugliese.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.