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Gravina in Puglia tra le finaliste per Capitale italiana della Cultura 2028

22/01/2026

Gravina in Puglia tra le finaliste per Capitale italiana della Cultura 2028

Gravina in Puglia entra ufficialmente nella rosa delle dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028, confermando la capacità del territorio pugliese di esprimere progettualità culturali riconoscibili anche a livello nazionale. La candidatura si fonda su un’idea di cultura come spazio di accoglienza e come pratica generativa di pace, capace di mettere in relazione patrimonio, comunità e visione contemporanea.

La selezione, promossa dal Ministero della Cultura, rappresenta uno dei passaggi più significativi nel panorama delle politiche culturali italiane, perché premia non soltanto il valore storico e artistico dei luoghi, ma soprattutto la qualità dei progetti presentati e la loro capacità di produrre effetti duraturi sul piano sociale, economico e simbolico.

Il progetto culturale di Gravina e il valore della pace

Secondo quanto evidenziato dall’assessora regionale alla Cultura e Conoscenza Silvia Miglietta, il progetto di Gravina in Puglia si distingue per l’attenzione ai temi dell’accoglienza e della pace come dimensione generativa. Un’impostazione che guarda alla cultura non come semplice vetrina, ma come infrastruttura civile, capace di creare dialogo, inclusione e nuove forme di partecipazione.

Il riconoscimento ministeriale arriva in un contesto in cui sempre più città scelgono di legare la valorizzazione del patrimonio a processi di rigenerazione culturale e sociale. In questo quadro, la candidatura di Gravina si inserisce come proposta coerente con le trasformazioni in atto, capace di tenere insieme identità storica, paesaggio urbano e prospettive future.

Il sostegno della Regione Puglia e il lavoro delle altre città

La Regione Puglia ha espresso il proprio sostegno istituzionale all’amministrazione comunale di Gravina, sottolineando l’orgoglio per una presenza pugliese che, anche in questa edizione, riesce a portare una visione originale all’interno di una selezione altamente competitiva. Miglietta ha rimarcato come il percorso intrapreso rappresenti un risultato significativo non solo per la città candidata, ma per l’intero territorio regionale.

Un riconoscimento è stato rivolto anche a Vieste e Galatina, che non rientrano tra le finaliste ma hanno comunque sviluppato progetti culturali articolati e di qualità. Secondo l’assessora, il lavoro svolto da queste amministrazioni non va considerato un’occasione mancata, bensì un patrimonio di competenze e conoscenze che resta a disposizione delle comunità locali e può orientare le future politiche culturali.

Un percorso che va oltre il titolo

Il valore di una candidatura come Capitale italiana della Cultura non si esaurisce nel risultato finale. La costruzione di un dossier, il coinvolgimento degli attori locali, la definizione di una visione condivisa producono effetti che restano nel tempo, indipendentemente dall’assegnazione del titolo. In questo senso, Gravina in Puglia si presenta come un laboratorio culturale già attivo, capace di utilizzare la candidatura come strumento di crescita e di posizionamento nazionale.

L’esito finale arriverà nei prossimi mesi, ma la presenza tra le finaliste segna già un passaggio importante: la conferma che la cultura, quando è pensata come processo collettivo e non come evento isolato, può diventare un motore credibile di sviluppo territoriale.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to