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La Puglia porta in Consulta il LEP per l’assistenza scolastica: scontro su costi e coperture

25/02/2026

La Puglia porta in Consulta il LEP per l’assistenza scolastica: scontro su costi e coperture

La Giunta regionale pugliese ha deliberato l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale di alcune disposizioni della legge statale di bilancio che ha introdotto un Livello essenziale delle prestazioni (LEP) per l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione personale degli alunni e studenti con disabilità in età evolutiva. La decisione, riportata oggi da testate locali, viene motivata con un punto che, in questo passaggio, pesa più della disputa politica: la Regione contesta che il LEP sia stato delineato senza una istruttoria adeguata sui costi e senza una copertura statale ritenuta sufficiente, scaricando sugli enti territoriali una parte rilevante dell’onere finanziario.

Il riferimento normativo è la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio di previsione dello Stato 2026 e pluriennale 2026-2028), entrata in vigore dal 1° gennaio 2026. In quella cornice, la disciplina del LEP in questione è ricondotta ai commi 706-710 dell’articolo 1, che collegano il servizio al PEI e prevedono una fase transitoria per 2026-2027.

Che cosa contesta la Regione: “LEP senza conti certi e con fondi transitori insufficienti”

La Regione concentra l’impugnazione su tre profili: l’assenza di una valutazione istruttoria capace di misurare l’impatto di spesa e la sostenibilità per province e città metropolitane; la mancata previsione di una copertura finanziaria a carico dello Stato coerente con l’uniformità promessa da un livello “essenziale”; l’assegnazione di un fondo ritenuto insufficiente per l’avvio, proprio negli anni in cui il sistema dovrebbe reggere la fase di transizione 2026-2027. È un’osservazione che intercetta un nervo scoperto: un LEP, per definizione, vive o muore sulla solidità delle risorse e sulla capacità di evitare che la qualità del servizio vari al variare del bilancio locale.

Sul piano tecnico, la legge di bilancio individua obiettivi e meccanismi di ricognizione del fabbisogno, ma chiarisce anche che la copertura poggia su un modello di cofinanziamento tra Stato ed enti territoriali. È precisamente qui che la Puglia inserisce la propria critica: se il livello è “essenziale”, sostiene la Regione, il peso economico non può dipendere in modo determinante dalla capacità di spesa delle amministrazioni locali.

Il nodo politico: inclusione scolastica e autonomia differenziata sullo sfondo

Nelle dichiarazioni attribuite al presidente Antonio Decaro, la scelta di ricorrere alla Consulta viene letta come una risposta a una dinamica già vista nel dibattito sull’autonomia differenziata, con il rischio di accentuare differenze territoriali nei diritti sociali. Il richiamo non è casuale: la Corte costituzionale, nel recente contenzioso sulla legge n. 86/2024, ha ribadito l’esigenza che i LEP siano determinati e finanziati in modo da garantire standard uniformi, prima di qualsiasi trasferimento di funzioni che possa ampliare i divari.

Sul fronte regionale, la difesa è stata affidata agli avvocati interni Michele Simone e Isabella Fornelli, secondo quanto riportato dalle stesse fonti locali. (Decaro è stato proclamato presidente della Regione Puglia il 7 gennaio 2026, dettaglio che colloca temporalmente la scelta della Giunta nel nuovo avvio di legislatura).

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.