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Prorogata fino al 24 gennaio la mostra “Il mare che unisce” al Museo Civico di Bari

15/01/2026

Prorogata fino al 24 gennaio la mostra “Il mare che unisce” al Museo Civico di Bari

Resterà aperta fino al 24 gennaio la mostra “Il mare che unisce. Le carte nautiche che hanno costruito l’immagine dell’Adriatico tra il XVI e il XIX secolo”, ospitata al Museo Civico di Bari e organizzata dall’Associazione Italiana di Collezionisti di Cartografia Antica “Roberto Almagià” in collaborazione con il museo cittadino. La proroga conferma l’interesse suscitato dall’esposizione, che propone una lettura dell’Adriatico come spazio di connessione e scambio, lontano dall’idea di confine divisivo.

L’Adriatico come luogo di relazioni e identità condivise

Il percorso espositivo invita a osservare l’Adriatico come un mare di relazioni, attraversato nei secoli da rotte commerciali, culturali e politiche che hanno contribuito a costruirne un’identità comune. Questo messaggio è rafforzato dalla natura itinerante della mostra, inaugurata presso l’Università di Zara, successivamente ospitata a Trieste nell’ambito degli eventi collaterali della Barcolana, e oggi approdata in Puglia, territorio che con il suo lungo affaccio occidentale sull’Adriatico rappresenta un nodo fondamentale della storia di questo mare.

Carte rare e collezioni private: un patrimonio difficilmente visibile

La rassegna è resa possibile grazie alla disponibilità dei membri dell’Associazione “Roberto Almagià”, fondata nel 2006 e intitolata al più autorevole studioso italiano di cartografia storica, e alla collaborazione delle Università di Trieste e dell’Università di Zara. In mostra è esposta una selezione di carte nautiche antiche di eccezionale rarità, provenienti da collezioni private e messe a disposizione dagli associati, con un contributo particolarmente significativo del collezionista Marco Asta.

Il percorso consente di ammirare un corpus di materiali che difficilmente potrebbe essere visto riunito: testimonianze preziose, conservate e sottratte all’oblio grazie all’impegno di studiosi e appassionati, che restituiscono la complessità della rappresentazione cartografica dell’Adriatico.

Dal modello adriatico alla cartografia moderna

Dal punto di vista storico e scientifico, la mostra approfondisce il ruolo dell’Adriatico come realtà “anfibia”: un mare circondato da terre e, allo stesso tempo, terre profondamente segnate dal mare. Questo assetto si inserisce nel cosiddetto “modello adriatico”, sviluppato e difeso dalla Repubblica di Venezia fino alla fine del XVIII secolo.

Il periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo, a cui è dedicata l’esposizione, coincide con profonde trasformazioni politiche, economiche e culturali dell’area adriatica. Le carte raccontano questa evoluzione: dalle mappe che inseriscono l’Adriatico nel contesto più ampio del Mediterraneo, alle corografie focalizzate su tratti di costa, fino alle rappresentazioni che dedicano l’intero spazio al mare. A partire dal XVIII secolo, le carte diventano progressivamente più dettagliate, con attenzione a porti, golfi e stretti, mentre dall’inizio del XIX secolo compaiono i primi rilievi idrografici moderni, segnando il passaggio verso la cartografia contemporanea.

Orari e biglietti

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30, mentre sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 13.30.
Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to