Screening oncologici, ASL Bari rafforza il ruolo delle farmacie nella prevenzione
13/04/2026
La prevenzione passa sempre più dalla prossimità, da quei luoghi che ogni giorno intercettano bisogni, domande e fragilità con una naturalezza che spesso nessun altro presidio sanitario riesce a garantire. È da questa consapevolezza che prende forma il percorso avviato da ASL Bari insieme a Federfarma, concluso il 9 aprile con un incontro finale nel capoluogo pugliese dopo una serie di tappe che hanno coinvolto Bari, Monopoli, Altamura, Gioia del Colle e Molfetta. L’obiettivo era chiaro: rendere più comprensibili i percorsi di adesione agli screening oncologici e rafforzare il contributo operativo delle farmacie convenzionate nella promozione della prevenzione.
I numeri aiutano a comprendere la portata dell’iniziativa. Il ciclo di incontri ha coinvolto complessivamente 240 farmacie e circa 400 farmacisti, chiamati a confrontarsi non su principi astratti, ma sui dati reali relativi all’estensione degli screening, alla partecipazione dei cittadini e ai tumori intercettati grazie ai programmi attivi sul territorio. Una scelta precisa, che ha consentito di riportare la discussione sul piano concreto dell’efficacia, della fiducia e della capacità di orientare in modo corretto la popolazione.
Farmacie di comunità e screening: una rete che entra nella prevenzione
Nel modello delineato da ASL Bari, la farmacia convenzionata non svolge un ruolo marginale o soltanto informativo, ma si colloca in una posizione decisiva all’interno della rete territoriale. Il direttore generale Luigi Fruscio ha sottolineato come le farmacie di comunità debbano partecipare attivamente alle politiche di prevenzione, soprattutto in una fase in cui la farmacia dei servizi è ormai inserita stabilmente nel sistema delle cure di prossimità.
Il punto centrale è il rapporto quotidiano con i cittadini, fondato su accessibilità e fiducia. In questo contesto, trasformare un’informazione corretta in adesione reale ai percorsi di screening diventa un passaggio cruciale, perché consente di ridurre distanze, dubbi e ostacoli che spesso rallentano o impediscono l’accesso alla prevenzione. Accanto ai Medici di Medicina Generale, le farmacie vengono così indicate come uno dei pilastri della sanità territoriale, sia nella funzione di orientamento sia nella presa in carico dei bisogni di salute.
Anche Federfarma ha insistito sulla necessità di valorizzare il lavoro capillare svolto da farmaciste e farmacisti. Analizzare i dati comune per comune, ascoltare le difficoltà riscontrate sui territori e chiarire i passaggi della presa in carico ha permesso di consolidare il senso di una filiera che, quando funziona, produce risultati tangibili e misurabili.
I numeri della ASL Bari tra adesione, diagnosi precoce e presa in carico
Il quadro emerso dagli incontri restituisce l’immagine di un sistema più strutturato e capace di raggiungere la popolazione target con una copertura molto ampia. Nel 2025 l’estensione degli inviti ai tre screening oncologici ha infatti raggiunto valori prossimi al 100% nella maggior parte dei comuni della ASL Bari. A crescere è anche la partecipazione, con percentuali che hanno toccato il 52,5% per lo screening mammografico, il 45,8% per quello del carcinoma della cervice uterina e il 25% per il colon-retto, dati superiori a quelli della macro area Sud e in linea con la media nazionale.
Proprio nello screening del colon-retto il ruolo delle farmacie convenzionate appare particolarmente evidente. Sono circa 194mila gli inviti inviati nel 2025 alla popolazione interessata, con oltre 47mila kit analizzati e circa 2000 test positivi che hanno consentito di attivare rapidamente gli approfondimenti diagnostici. Sul piano degli esiti complessivi, la ASL Bari ha intercettato 30 carcinomi, 9 adenomi cancerizzati, 205 adenomi avanzati e 403 adenomi iniziali. La diagnosi precoce, in questi casi, incide in modo diretto sul destino clinico delle persone, permettendo di intervenire prima che le lesioni evolvano in forme più gravi.
Accanto agli screening oncologici, emerge anche il peso dello screening per l’epatite C, interamente affidato alle 273 farmacie aderenti, che nel 2025 hanno effettuato 40.034 test. È un dato che conferma, con particolare nettezza, quanto la farmacia di comunità possa diventare uno snodo strategico per facilitare l’accesso ai servizi sanitari e rendere la prevenzione più vicina, leggibile e praticabile nella vita quotidiana.