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Bari, colpo ai clan Capriati e Strisciuglio: 14 misure

06/05/2026

Bari, colpo ai clan Capriati e Strisciuglio: 14 misure

Quattordici esponenti ritenuti di primo piano dei clan Capriati e Strisciuglio sono stati arrestati o fermati questa mattina in un’operazione congiunta di Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari. I provvedimenti cautelari arrivano nell’ambito delle indagini su una serie di gravi episodi di sangue maturati nella contrapposizione armata tra le due organizzazioni mafiose, attive nel capoluogo pugliese e in altri centri della provincia.

L’omicidio di Lello Capriati e gli equilibri criminali

Una parte dell’inchiesta riguarda l’omicidio di Raffaele “Lello” Capriati, avvenuto il 1° aprile 2024 a Torre a Mare, nel giorno del lunedì di Pasqua. Secondo la ricostruzione investigativa, due killer arrivati a bordo di una moto di grossa cilindrata avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima, che si trovava in auto insieme a una donna rimasta illesa.

Capriati, indicato come figura autorevole dell’omonimo clan, sarebbe stato ucciso in un contesto segnato da tensioni crescenti tra gruppi criminali. Le indagini della Squadra Mobile di Bari hanno ricostruito una serie di episodi precedenti, con appartenenti ai clan rivali, anche molto giovani, coinvolti in confronti all’interno di locali notturni e in situazioni nelle quali sarebbero state esibite armi.

Undici misure per omicidio, armi e droga

Per il caso Capriati, la Dda ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari 11 misure custodiali. Le contestazioni non riguardano soltanto l’omicidio, ma anche altri gravi reati, tra cui un episodio di sangue avvenuto pochi giorni prima nella piazza centrale di Carbonara, oltre a traffici illeciti di armi e sostanze stupefacenti.

Dalle attività investigative sarebbe emersa anche la capacità delle organizzazioni mafiose di mantenere collegamenti con l’esterno dal carcere di Bari. Gli investigatori hanno documentato l’introduzione sistematica di telefoni cellulari nelle celle tramite droni, strumento che avrebbe consentito ad alcuni detenuti di continuare a comunicare e a impartire disposizioni nonostante la reclusione.

Tre fermi per l’omicidio di Filippo Scavo

Nella stessa giornata, la Dda di Bari ha disposto anche tre fermi di indiziati di delitto per l’omicidio di Filippo Scavo, avvenuto il 19 aprile scorso nella discoteca “Divine Club” di Bisceglie. Le indagini sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo dei Carabinieri di Barletta-Andria-Trani, con il supporto dei reparti investigativi di Bari.

I fermati sono tre giovani tra i 21 e i 22 anni. A vario titolo, vengono contestati omicidio volontario in concorso e porto illegale di armi da fuoco in luogo aperto al pubblico, con aggravanti legate al metodo mafioso e alla finalità di agevolare il gruppo criminale di appartenenza.

Gli investigatori hanno ricostruito le fasi dell’agguato: dalla presenza della vittima nel locale all’individuazione dei soggetti ritenuti coinvolti, dal primo tentativo di aggressione all’esterno fino all’irruzione nella discoteca, agli spari e alla fuga degli autori. Per la Dda, anche questo episodio si inserisce nella contrapposizione tra Capriati e Strisciuglio, legata al controllo del territorio e del traffico di droga.

Entrambi i procedimenti sono ancora nella fase delle indagini preliminari. I tre fermi per l’omicidio Scavo dovranno essere sottoposti alla convalida del Gip e le responsabilità degli indagati saranno accertate nelle successive fasi processuali, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to